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| | |-+  Il Metodo Di Bella - Avevamo una cura contro il cancro e la dimentichiamo.
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Autore Discussione: Il Metodo Di Bella - Avevamo una cura contro il cancro e la dimentichiamo.  (Letto 24214 volte)
mah
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« inserita:: Novembre 12, 2009, 08:51:43 am »

In questo thread, cercherò di riunire un pò d'informazioni sul Metodo sviluppato dall'ottimo scienziato che fu il professor Luigi Di Bella.

Intanto una breve introduzione:
"Il filmato che vi proponiamo, suddiviso in due video, è stato ricavato da un'intervista mandata in onda il primo agosto 1996. Un particolare interesse, per chi voglia formarsi gradualmente un'idea a grandi linee ma esatta del Metodo Di Bella, è costituito dal soffermarsi dello scienziato su alcuni punti fondamentali della sua concezione. Vengono infatti affrontati temi relativi ai "fattori di crescita" ed ai loro antagonisti, all'impulso alla crescita tissutale neoplastica originato dalle stesse cellule tumorali o da cellule vicine (fattori paracrini, autocrini, orocrini), alla dinamica fisiopatologica del tumore. Si passa successivamente ai riscontrati effetti della chemioterapia sui pazienti, in termini di minor responsività al trattamento e di più frequente metastatizzazione. Viene quindi affrontato un tema di fondamentale importanza: la necessità assoluta, per una cura razionale ed efficace dei tumori, di una cultura non annichilita in ristretti binari specialistici, ma di profonda e vasta visuale clinica e scientifica. La chiusura dell'intervista introduce momenti di viva emozione, evidenziando l'umiltà ed il nitore morale dello scienziato. "

http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=4787


Continua:
<a href="http://www.youtube.com/v/3wFIdHQj0qg" target="_blank">http://www.youtube.com/v/3wFIdHQj0qg</a>

« Ultima modifica: Novembre 12, 2009, 10:14:59 am da mah » Registrato
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« Risposta #1 inserita:: Novembre 12, 2009, 09:34:42 am »

Un portale, molto completo, che espone centinaia di articoli sull'ottimo Di Bella. Testimonianze, relazioni mediche, relazioni cliniche. Circa 700 articoli varii a testimonianza del grande lavoro svolto da questo grande Dottore.
http://www.atsat.it/mainpage.asp

E qui le diverse sezioni:

Rassegna stampa:
http://www.atsat.it/browse_artic_x_cat.asp?catId=2

Testimonianze:
http://www.atsat.it/browse_artic_x_cat.asp?catId=3

Relazioni mediche:
http://www.atsat.it/browse_artic_x_cat.asp?catId=4

Rassegna scientifica:
http://www.atsat.it/browse_artic_x_cat.asp?catId=5

Diritto e giurisprudenza:
http://www.atsat.it/browse_artic_x_cat.asp?catId=6
« Ultima modifica: Novembre 12, 2009, 10:25:19 am da mah » Registrato
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« Risposta #2 inserita:: Novembre 12, 2009, 09:36:34 am »

Video testimonianze:
http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=6148

« Ultima modifica: Novembre 12, 2009, 10:25:33 am da mah » Registrato
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« Risposta #3 inserita:: Novembre 12, 2009, 09:41:31 am »

Risposta alla terapia biologica di 18 carcinomi della testa e del collo

Trattamento biologico MDB effettuato :
I pazienti sono stati trattati con il Metodo Di Bella (MDB), terapia biologica che
prevede l’impiego sinergico di modulatori neuroendocrini come somatostatina e/o
l’analogo octeotride, melatonina, inibitori prolattinici ,vitamine liposolubili , dosi
minimali di un chemioterapico
Componenti e posologia MDB:-
- Ciclofosfamide da 50 a 100 mg al di’ x os (rispondenti a 1/100 a 1 /200 rispetto ai
dosaggi chemioterapici )con meccanismo pertanto d’azione apoptotici , non citolitico
e senza indurre radicali liberi per i dosaggio impiegato Il composto plurivitaminico
ha la seguente formulazione:
- Beta carotene Gr 2,Axeroftolo palmitato Gr 0,25,Ac tutto-trans retinoico Gr 0,25
solubilizzati in alfatocoferile acetato Gr 1000.- Il composto è somministrato in
dose di 100 milligrammi per Kg di peso corporeo da 1 a 3 volte al dì. Nelle neoplasie
o progressioni cerebrali , per la capacità di superare la barriera ematoencefalica, la
ciclofosfamide è sostituita dall’ idrossiurea in dosi di 500 – 1000 milligrammi
giornalieri. L’azione del composto vitaminico è antiproliferativa ,proapoptotica
differenziante , citostatica con incremento dell’attività immunitaria
,Somatostatina (14 aminoacidi) iniettata sottocute di notte nell’arco di 8-10 ore
mediante un temporizzatore per la breve emivita ( circa 3’) e l’analogo
Octeotride (otto aminoacidi) in formulazione ritardo intramuscoloda 10 a 30 mg
ogni 10-25 giorni,
Bromocriptina da 2,5 mg 1\2 cpr mattino e sera ,Cabergolina 1\2 compressa 2 volte
la settimana Composto vitaminico secondo la formulazione del prof Di Bella
Diidrotachisterolo ( Vit D3 di sintesi) 10 gocce nel cucchiaio per ogni
somministrazione di composto vitaminico
Melatonina chimicamente coniugata con adenosina e glicina secondo la
formulazione del Prof Di Bella Melatonina 12% Adenosina 51% Glicina 37%
2 compressemattino e mezzodì e 10 la sera
Ac Ascorbico( polvere) 1/2 cucchiaino mezzodì e sera durante il pasto con
Calcio Lattogluconato +calcio carbonato una bustina da 1 grammo nello stesso
bicchiere
Galattosamina solfato mg 250 + Glucosamina solfato mg 250 componenti
essenziali della matrice extracellulare ad attività differenziante e antimetastatica,
trofica da 1 cps x pasto 3 al dì , fino a 6 al dì .-

Risultati:

1. 1) Ca laringeo T1N0M0 squamocellulare infiltrante interessante 2/3 della CV. SN,
fino a 1 mm circa dalla commessura anteriore.
Regressione completa e recupero
funzionale dopo poco più di un anno con MDB. Abbandono della terapia per più
di un anno dopo degenze per fatti vascolari e crisi iperglicemiche. Dopo circa 1
anno recidiva con interessamento della commessura anteriore, estensione
sottocordale e controlaterale, fissità della CV Sn assenza di adenopatie satelliti e
metastasi. Ripresa MDB con terapia radiante, in remissione completa da otto anni.
2. CA laringeo T2N0M0 vegetante della faccia a dell’epiglottide, esteso alle false
corde e plica ariepiglottica. Regressione superiore al 50% dopo sei mesi di
trattamento.

3. Ca laringeo T3N1M0 infiltrante, sovraglottico, esteso alle CV, commessura
anteriore BL ha rifiutato la laringectomia, irradiato. Risposta completa.

4. Ca tiroide T3N3M1 iperfunzionante con ripetizioni polmonari disseminate
linfonodali, condizioni critiche e gravemente scadute all’inizio del MDB, dopo 14
mesi netto ed evidente miglioramento soggettivo e obiettivo.

5. Ca Papillare T3N3M1 tiroideo con metastasi linfonodali, polmonari e ossee, netto
rallentamento della progressione della malattia, evidente miglioramento della
qualità di vita.

6. Ca Papillare tiroide T3N3M1 dopo chirurgia e trattamento con iodio radiomarcato,
radioterapia, chemioterapia in progressione mediastinica polmonare disseminata e
faringolaringea, con estensione alla muscolatura circostante, disfagia da
compressione esofagea. Sottoposta a tracheotomia, dimessa con terapia del dolore
agosto 2003, in settembre inizio MDB, che continua, con regressione di poco
inferiore al 50% buona qualità di vita, risoluzione della disfagia
. Per la
documentata regressione con MDB, la terapia è erogata dalla ASL.
7. Ca tonsillare, T1,N0,M0 squamoso Dx, adenopatie e metastasi assenti, non
operato, trattato unicamente con MDB risposta obiettiva superiore al 50%.

8. Ca tonsillare T1,N0,M0 scarsamente differenziato Dx operato, trattato con MDB
prima, durante e dopo intervento. Non adenopatia o metastasi, non svuotamento,
dopo nove anni non recidive.

9. Sarcoma del seno max. dx. T3 N1M0 inferiormente esteso all’osso alveolare e
palatino. Operato, trattato con MDB in remissione dal 1996 al 2005, parziale 7
recidiva alla fine del 2005; 1 anno dopo sospensione del MDB, attualmente
ripreso.

10. Ca squamoso esofago T2N0M0 localizzato al 3° medio. Dopo 3 mesi con MDB
miglioramento della qualità di vita e blocco della progressione.

11. Ca esofago T2 N0 M0 scarsamente differenziato cervicale, non trattamenti
pregressi.In 10 mesi miglioramento evidente endoscopico, radiologico, soggettivo
e clinico.

12. Ca esofagoT3N1M1 chemiotrattato in condizioni scadenti, critiche, dimesso in
progressione con terapia del dolore dal 1995.Subito la dimissione inizia MDB che
continua parzialmente. In remissione dalla fine del 1996.

13. Ca vegetante del rinofaringe T3N2aM0 scarsamente differenziato ,con parziale
rinostenosi. . Metastasi LC alta omolaterale dura,fissa.Operato nel 1975 di
svuotamente LC secondo Suarez bl, radiotattato in sede rinofaringea, trattato con
MDB, in remissione da 31 anni.

14. Ca adenocistico parotide SN.,T4N1M1 metastasi LC omolaterali,polmonari,
esteso interessamento del max facciale. Dopo poco più di un anno di trattamento
con MDB regressione polmonare e facciale del 50%.

15. Ca rinofaringe T3N2cM0 ad epitelio piatto altamente indifferenziato esteso dall’
orletto tubarico sn stenosato alla coana e oltre la linea mediana della volta del
rinofaringe
. Metastasi in 2 linfonodi sottoiugodigastrici omolaterali e uno della
catena dello spinale controlaterale.Operato nel 1976 di svuotamente LC secondo
Suarez bl, radiotattato in sede rinofaringea, trattato con MDB in remissione da 30
anni.

16. Carcinoma della lingua e del pavimento orale T2N1M0 infiltrante ulcerativo con
lesioni linguali e pavimento orale. Radioterapia seguita da MDB. In remissione da
10 anni

17. Carcinoma ulcerato della tonsilla Dx con estensione extracapsulare a adenopatia
satellite T3 N1M0
ha iniziato MDB 2 settimane prima dell’intervento e proseguito
a dosaggi pieni per 3 mesi , risucendo successivamente le dosi fino a mantenere
come trattamento di mantenimento un cucchiaio di composto dei retinoidi MDB +
Vit D3 8 gocce l mattino e 6 cpr di MLT complessata con Adenosina e glicina
dopo cena. Assenza di progressione locale o recidive dopo 10 anni
18. Carcinoma della parotide Sn ( Carcinoma NAS-G3) T2N1M1 operato a 11 anni
per cilindroma parotide Sn e radiotrattato. Recidiva all’età di 34 anni (2004) e
parotidectomia radicale con svuotamento omolaterale LC al 3° livello ,seguita da
8 chemioradioterapia,
. Dopo alcuni mesi progressione estesa fino a tutta la loggia
pterigoidea,e posteriormente alla branca montante della mandibola con blocco
funzionale dell’ATM. Progressione polmonare disseminata mantellare del lobo
inferiore di destra e nodulo di 1,7 cm postero basale del lobo superiore di DX.
Dolore sub continuo e intenso , accentuato dalla masticazione , estremamente
difficoltosa. Inizio della terapia biologica MDB in ottobre 2005 con riduzione
progressiva del danno funzionale e del dolore con ripresa dell’attività lavorativa.
Le indagini strumentali evidenziano a oggi condizione di stabilità e recupero a
livelli pressochè fisiologici della qualità di vita.

Tratto da: http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/Documenti-inseriti-dal-2-11-2007/Relazione%20Congresso%20SIO%20-%20Torino%202008.pdf
« Ultima modifica: Novembre 21, 2009, 12:47:55 pm da mah » Registrato
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« Risposta #4 inserita:: Novembre 12, 2009, 09:44:00 am »

Altre testimonianze:

Continuiamo col Metodo Di Bella, riportando qualche testimonianza (del 2003):
"Storia di Marco

Dalla Puglia ci scrivono due genitori, con la preghiera di pubblicare la loro lettera, affinchè la loro testimonianza costituisca una ulteriore prova della serietà e scientificità del metodo del prof. Luigi Di Bella. Naturalmente preferiamo non dare i nomi, pur avendone l'autorizzazione e ci permettiamo di sintetizzare in certi punti quanto i due genitori ci scrivono a proposito del loro bambino che chiameremo Marco.

Il 19 marzo 1996 marco viene operato d'urgenza al cervelietto (astrocitoma pilocitico di 1 ° livello) nell'ospedale di Lecce. Visite successive in ospedali specializzati di Torino e di Milano confermano la diagnosi e lo ritengono non assoggettabile ad alcun tipo di terapia. Nel 1998 per i forti dolori alle gambe e alla schiena viene di nuovo ricoverato e gli riscontrano metastasi multiple spinali; una in particolare gli procurava que- gli atroci dolori per cui si dovette porre immediato ri- medio con 32 gocce di soldesan (cortisone) al mattino e 32 alla sera e all'occorrenza con iniezione di toradold. Era necessario inoltre l'intervento con una valvola di drenaggio a causa dell'idrocefalo alterato.

Ci recammo per la seconda volta in un centro oncologico specializzato di Torino e il quadro che ci prospettarono fu estremamente tragico e con scarse possibilità per un esito favorevole. Il bambino, secondo il professore che lo visitò, doveva essere immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico alla spina dorsale per togliere la metastasi più grossa (con il rischio di paralisi totale), e si doveva prelevare del midollo osseo per un eventuale autotrapianto che poteva rendersi necessario successivamente alla chemio e radioterapia; non davano alcuna garanzia di buon esito, giacché a loro parere, quel tipo di tumori risultano essere normalmente insensibili alle terapie tradizionali. Alla richiesta di procedere ugualmente, chiedemmo qualche giorno per riflettere.

Intanto era scoppiato il caso Di Bella e con fatica riuscimmo ad avere da lui un consulto. Il Prof. Di Bella lo visitò, esaminò tutto l'incartamento e si dichiarò disposto a curarlo (gratuitamente come sempre) ed a guarirlo, purché seguisse esattamente le prescrizioni e si procurassero i medicinali presso farmacie di assoluta fiducia.

Uscimmo dallo studio del Professore sconvolti e più confusi di prima, in non perfetto accordo tra me e mia moglie, e indecisi sulla strada da seguire per salvare nostro figlio di dieci anni. Era il mese aprile ed in attesa dell'intervento per l'inserimento di una valvola di drenaggio, decidemmo di iniziare con la terapia Di Bella, sicuramente meno invasiva e meno distruttiva della tradizionale, ma con l'aggiunta del cortisone e degli antidolorifici.
Dopo l'intervento per la valvola di drenaggio, in maggio, su consiglio di amici, ci recammo per una visita presso un illustre neurologo di Milano, il quale andò su tutte le furie non appena si accorse dalle carte che il bambino veniva curato con il metodo Di Bella: disse cose innominabili e ci chiamò assassini di nostro figlio. Ci segnalò invece una dottoressa, secondo lui, seria (rispetto a Di Bella), presso il Centro nazionale tumori di Milano, dove noi puntualmente ci recammo per ben tré volte prima di avere un appuntamento, al quale però la dottoressa si fece sostituire da altro medico che ci confermò quanto sapevamo già, e cioè che per Marco c'era poco da fare, in quanto il tipo di tumore da cui era affetto risultava insensibile a qualunque chemio e radioterapia.
Chiedemmo allora se ci fosse qualche centro in America o in capo al mondo per salvare nostro figlio, ma la risposta fu negativa.
Da quel momento capimmo che la nostra unica speranza era la cura Di Bella. E, difatti, già dopo cinque mesi dall'inizio della cura. Marco cominciò a migliorare visibilmente, il cortisone fu sospeso definitivamente, i dolori scomparvero e il bambino acquistò energia e vitalità tanto da fare i bagni nel mese di agosto.
CONCLUSIONE
Da allora sono passati circa 5 anni e Marco sta bene senza aver fatto neanche mezza dose di chemio- radioterapia: ha avuto da subito una qualità della vita buona e senza sofferenze; dopo tré anni di cura mediante la somatostatina tutte le sere, ora continua la cura Di Bella sotto forma di mantenimento usando una iniezione intramuscolare di longostatina "Lar30" una volta al mese. Le risonanze magnetiche periodiche di controllo escludono qualsiasi progresso della malattia e tutto ciò grazie ad uno "stregone" (così fu definito Di Bella, professore universitario plurilaureato) il quale visitò ed ha continuato a visitare Marco gratuitamente."

Tratto da: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=339


Un'altra testimonianza, stavolta con documentazione clinica.

"La MDB dimostra evidente azione terapeutica in una paziente con eteroplasia cerebrale n.a.s. senza altre prospettive di cura indicabili. di A. Preziosi, C.C.Sicari."
Segue il documento:
http://www.metododibella.org/cms-web/upl/d...00392713115.pdf


Altra ancora: "Dott. Luigi Pisani
Linfoma Non Hodgkin a grandi cellule B, Stadio IV-A-E: a Case Report"

Sommario
L’autore presenta il caso di una paziente affetta da Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B in
stadio clinico IV-A (in assenza di sintomi sistemici)-E (le sedi extranodali erano la cute, i reni e
verosimilmente la mammella destra)-X (per le dimensioni bulk della lesione cutanea toracica),
con indice prognostico elevato secondo l’International Prognostic Index, per la quale fu indicato
un programma chemioterapico aggressivo.
Il programma terapeutico prevedeva 8 cicli di chemioterapia secondo lo schema MACOP-B al
termine del quale, sulla base dei risultati ottenuti, sarebbe stata decisa la successiva strategia
terapeutica.
Il trattamento fu sospeso per la comparsa di grave tossicità per cui la paziente decise di
intraprendere un percorso terapeutico secondo l’MdB.

(nel documento sono presenti diverse foto)

Introduzione
I LNH costituiscono un gruppo eterogeneo di disordini linfoproliferativi maligni con
comportamenti clinici e origini biologiche diversi. L’eziologia della maggior parte dei LNH
continua ad essere poco compresa e la loro incidenza aumenta in maniera esponenziale con
l’età. I LNH possono presentarsi interessando preferenzialmente diverse sedi anatomiche, essi
esordiscono coinvolgendo più stazioni linfonodali e si estendono alla milza, al midollo osseo e
agli altri tessuti ed organi. Localizzazioni extralinfatiche primitive si riscontrano nel 20-30% dei
casi ed interessano preferenzialmente il tratto gastroenterico, la cute, il sistema nervoso
centrale ed i testicoli.
Riguardo l’etiologia una serie di fattori di rischio sono stati associati all’insorgenza del LNH, tra
questi: fattori genetici, infezioni, condizioni di immunodeficienza congenita ed acquisita, agenti
fisici e chimici.
La classificazione dei LNH è stata modificata diverse volte durante le ultime quattro decadi e
questo ha rappresentato una fonte di confusione e frustrazione per i medici. Attualmente sono
classificati secondo un sistema denominato REAL (Revised Eureopean-American Classification
of Lymphoid Neoplasms) che li suddivide sulla base della loro derivazione dai linfociti B, T o NK.
Dopo aver fatto diagnosi di LNH, è necessario eseguire diversi esami per identificare tutte le
sedi di malattia e determinare la prognosi basandosi su noti fattori clinici di rischio. La
stadiazione è diventata più accurata e più complicata con l’avvento di esami non invasivi e
dalla disponibilità di mezzi più sofisticati come la tomografia ad emissione di positroni (PET). Il
sistema di stadiazione di Ann Arbor, originariamente concepito per determinare la diffusione
anatomica della Malattia di Hodgkin, rimane il sistema di stadiazione più ampiamente utilizzato
per i LNH, nonostante la sua incompletezza.
Nel caso in oggetto trattasi di un Linfoma a grandi cellule B (Diffuse large cell lymphoma,
DLCL), che rappresenta il 40% di tutti i linfomi ed è caratterizzato dalla presenza di grandi
cellule a fenotipo B con nucleo clivato o multilobato, nucleoli ben evidenti e citoplasma basofilo.
La malattia esordisce con masse sia linfonodali che extralinfonodali a rapida crescita. Spesso le
masse linfonodali hanno caratteristiche “bulky”, specie nel mediastino e nell’addome.
I LNH come le altre neoplasie emopoietiche, devono essere considerate malattie sistemiche,
quelli primitivi del tratto Gastroenterico, della Cute, del Testicolo ed in particolare del Sistema
Nervoso Centrale tendono a rimanere confinati nel tessuto d’origine anche nelle fasi avanzate
di malattia.
La terapia mira alla guarigione nei linfomi diffusi ed aggressivi in quanto in questi gruppi di
neoplasie è oggi possibile ottenere un’elevata percentuale di remissioni complete durature
utilizzando i moderni schemi di polichemioterapia intensiva, compreso il trattamento ad alte
dosi con supporto di precursori emopoietici circolanti. Nei linfomi a presentazione indolente non
sembra attualmente possibile ottenere una guarigione con i mezzi terapeutici oggi
disponibili,probabilmente a causa di uno degli oncogeni della farmaco resistenza (bcl-2), di
3
conseguenza il trattamento mira soprattutto ad un lungo controllo della malattia utilizzando
terapie poco aggressive.

Metodo
In considerazione della poco soddisfacente attività dimostrata dalla chemioterapia sistemica ho
deciso di instaurare nella paziente un trattamento con Octreotide, Acido all-trans retinoico,
Melatonina, Ciclofosfamide, Cabergolina, (CODEX) V Pasta Lenitiva e V10 Oleogel.
Obiettivo della terapia è stato inibire l’angiogenesi sfruttando le potenzialità degli analoghi della
Somatostatina e la somministrazione dell’Octreotide fu avvalorata dal fatto che diverse prove
avevano confermato che gli analoghi della Somatostatina hanno un’azione antiproliferativa in
tumori sperimentali, sebbene non sia ancora completamente chiaro il meccanismo con cui essi
esplicano il proprio effetto.
L’inibizione della crescita tumorale può essere dovuta a diversi meccanismi:
-Inibizione dell’angiogenesi e stimolo dell’apoptosi
-Riduzione del flusso ematico nel tumore
-Effetto antiproliferativo diretto tramite il legame con il recettore
-Effetto antiproliferativo indiretto per inibizione del rilascio di fattori di crescita (IGF-1)
-Inibizione degli ormoni come insulina, GH, gastrina, CCK, secretina che regolano la crescita
tumorale
-Modulazione dell’attività immunologia
-Effetti diretti antimitotici
L’applicazione per uso topico del (CODEX) V Pasta lenitiva ed il V10 Oleogel, prodotti
contenenti sostanze ad azione trofica, cheratoplastica ed attivanti della risposta immune fu
ritenuto necessario per usufruire di queste proprietà, cioè riequilibrare e riattivare la risposta
immune a livello linfonodale e soprattutto usufruire della potente azione lenitiva e nello stesso
tempo anche dell’efficace riattivazione del trofismo dei tessuti.
Risultato
Alla paziente per 36 mesi è stato applicato il trattamento terapeutico precedentemente
descritto, associato ad altri farmaci che sono stati modulati nel tempo in rapporto ai follow-up,
raccomandati dalle linee guida, periodicamente effettuati.
Al controllo si evidenzia in modo significativo la scomparsa delle lesioni cutanee, come
documentato dalle immagini,in assenza di effetti collaterali e di tossicià farmacologia.

(Nel documento ci sono altre immagini che descrivono molto bene il miglioramento del problema!)

Conclusioni
Il risultato ottenuto considerando l’assenza di effetti collaterali appare molto promettente e
meritorio di ulteriori studi. Ritengo pertanto che la terapia con protocollo terapeutico secondo
l’MdB possa rappresentare una valida alternativa ai trattamenti in uso, soprattutto in relazione
al fatto che i chemioterapici antineoplastici, farmaci con indice terapeutico molto stretto, la cui
6
tossicità, riconducibile all’incapacità di discriminare tra cellule normali e cellule tumorali,
determinano conseguenze legate al loro uso; essi, infatti, sono responsabili da una parte della
comparsa di eventi avversi, anche gravi, con un peggioramento della qualità della vita dei
pazienti e dall’altra di un ridotto controllo del tumore e soprattutto perché la comparsa di
tossicità, ne limita la dose e pertanto non è possibile raggiungere la dose terapeutica efficace.

Tratto da: http://www.metododibella.org/cms-web/upl/d...06710122347.pdf
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« Risposta #6 inserita:: Novembre 12, 2009, 09:48:53 am »

Dott. Luigi Pisani
Linfoma Non Hodgkin a grandi cellule B, Stadio IV-A-E: a Case Report
Sommario
L’autore presenta il caso di una paziente affetta da Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B in
stadio clinico IV-A (in assenza di sintomi sistemici)-E (le sedi extranodali erano la cute, i reni e
verosimilmente la mammella destra)-X (per le dimensioni bulk della lesione cutanea toracica),
con indice prognostico elevato secondo l’International Prognostic Index, per la quale fu indicato
un programma chemioterapico aggressivo.
Il programma terapeutico prevedeva 8 cicli di chemioterapia secondo lo schema MACOP-B al
termine del quale, sulla base dei risultati ottenuti, sarebbe stata decisa la successiva strategia
terapeutica.
Il trattamento fu sospeso per la comparsa di grave tossicità per cui la paziente decise di
intraprendere un percorso terapeutico secondo l’MdB.
Il quadro clinico giunto alla mia osservazione era il seguente:
(attenzione, le immagini potrebbero risultare un pò forti!)
http://img123.imageshack.us/img123/4601/immagine11qi1.png

Introduzione
I LNH costituiscono un gruppo eterogeneo di disordini linfoproliferativi maligni con
comportamenti clinici e origini biologiche diversi. L’eziologia della maggior parte dei LNH
continua ad essere poco compresa e la loro incidenza aumenta in maniera esponenziale con
l’età. I LNH possono presentarsi interessando preferenzialmente diverse sedi anatomiche, essi
esordiscono coinvolgendo più stazioni linfonodali e si estendono alla milza, al midollo osseo e
agli altri tessuti ed organi. Localizzazioni extralinfatiche primitive si riscontrano nel 20-30% dei
casi ed interessano preferenzialmente il tratto gastroenterico, la cute, il sistema nervoso
centrale ed i testicoli.
Riguardo l’etiologia una serie di fattori di rischio sono stati associati all’insorgenza del LNH, tra
questi: fattori genetici, infezioni, condizioni di immunodeficienza congenita ed acquisita, agenti
fisici e chimici.
La classificazione dei LNH è stata modificata diverse volte durante le ultime quattro decadi e
questo ha rappresentato una fonte di confusione e frustrazione per i medici. Attualmente sono
classificati secondo un sistema denominato REAL (Revised Eureopean-American Classification
of Lymphoid Neoplasms) che li suddivide sulla base della loro derivazione dai linfociti B, T o NK.
Dopo aver fatto diagnosi di LNH, è necessario eseguire diversi esami per identificare tutte le
sedi di malattia e determinare la prognosi basandosi su noti fattori clinici di rischio. La
stadiazione è diventata più accurata e più complicata con l’avvento di esami non invasivi e
dalla disponibilità di mezzi più sofisticati come la tomografia ad emissione di positroni (PET). Il
sistema di stadiazione di Ann Arbor, originariamente concepito per determinare la diffusione
anatomica della Malattia di Hodgkin, rimane il sistema di stadiazione più ampiamente utilizzato
per i LNH, nonostante la sua incompletezza.
Nel caso in oggetto trattasi di un Linfoma a grandi cellule B (Diffuse large cell lymphoma,
DLCL), che rappresenta il 40% di tutti i linfomi ed è caratterizzato dalla presenza di grandi
cellule a fenotipo B con nucleo clivato o multilobato, nucleoli ben evidenti e citoplasma basofilo.
La malattia esordisce con masse sia linfonodali che extralinfonodali a rapida crescita. Spesso le
masse linfonodali hanno caratteristiche “bulky”, specie nel mediastino e nell’addome.
I LNH come le altre neoplasie emopoietiche, devono essere considerate malattie sistemiche,
quelli primitivi del tratto Gastroenterico, della Cute, del Testicolo ed in particolare del Sistema
Nervoso Centrale tendono a rimanere confinati nel tessuto d’origine anche nelle fasi avanzate
di malattia.
La terapia mira alla guarigione nei linfomi diffusi ed aggressivi in quanto in questi gruppi di
neoplasie è oggi possibile ottenere un’elevata percentuale di remissioni complete durature
utilizzando i moderni schemi di polichemioterapia intensiva, compreso il trattamento ad alte
dosi con supporto di precursori emopoietici circolanti. Nei linfomi a presentazione indolente non
sembra attualmente possibile ottenere una guarigione con i mezzi terapeutici oggi
disponibili,probabilmente a causa di uno degli oncogeni della farmaco resistenza (bcl-2), di conseguenza il trattamento mira soprattutto ad un lungo controllo della malattia utilizzando
terapie poco aggressive.
Metodo
In considerazione della poco soddisfacente attività dimostrata dalla chemioterapia sistemica ho
deciso di instaurare nella paziente un trattamento con Octreotide, Acido all-trans retinoico,
Melatonina, Ciclofosfamide, Cabergolina, (CODEX) V Pasta Lenitiva e V10 Oleogel.
Obiettivo della terapia è stato inibire l’angiogenesi sfruttando le potenzialità degli analoghi della
Somatostatina e la somministrazione dell’Octreotide fu avvalorata dal fatto che diverse prove
avevano confermato che gli analoghi della Somatostatina hanno un’azione antiproliferativa in
tumori sperimentali, sebbene non sia ancora completamente chiaro il meccanismo con cui essi
esplicano il proprio effetto.
L’inibizione della crescita tumorale può essere dovuta a diversi meccanismi:
-Inibizione dell’angiogenesi e stimolo dell’apoptosi
-Riduzione del flusso ematico nel tumore
-Effetto antiproliferativo diretto tramite il legame con il recettore
-Effetto antiproliferativo indiretto per inibizione del rilascio di fattori di crescita (IGF-1)
-Inibizione degli ormoni come insulina, GH, gastrina, CCK, secretina che regolano la crescita
tumorale
-Modulazione dell’attività immunologia
-Effetti diretti antimitotici
L’applicazione per uso topico del (CODEX) V Pasta lenitiva ed il V10 Oleogel, prodotti
contenenti sostanze ad azione trofica, cheratoplastica ed attivanti della risposta immune fu
ritenuto necessario per usufruire di queste proprietà, cioè riequilibrare e riattivare la risposta
immune a livello linfonodale e soprattutto usufruire della potente azione lenitiva e nello stesso
tempo anche dell’efficace riattivazione del trofismo dei tessuti.
Risultato
Alla paziente per 36 mesi è stato applicato il trattamento terapeutico precedentemente
descritto, associato ad altri farmaci che sono stati modulati nel tempo in rapporto ai follow-up,
raccomandati dalle linee guida, periodicamente effettuati.
Al controllo si evidenzia in modo significativo la scomparsa delle lesioni cutanee, come
documentato dalle immagini,in assenza di effetti collaterali e di tossicià farmacologia.
Nelle immagini successive è possibile evidenziare l’evoluzione progressiva della regressione
della lesione:
(attenzione, le immagini potrebbero risultare un pò forti!)
http://img65.imageshack.us/img65/9827/immagine12go3.png

Conclusioni
Il risultato ottenuto considerando l’assenza di effetti collaterali appare molto promettente e
meritorio di ulteriori studi. Ritengo pertanto che la terapia con protocollo terapeutico secondo
l’MdB possa rappresentare una valida alternativa ai trattamenti in uso, soprattutto in relazione
al fatto che i chemioterapici antineoplastici, farmaci con indice terapeutico molto stretto, la cui
tossicità, riconducibile all’incapacità di discriminare tra cellule normali e cellule tumorali,
determinano conseguenze legate al loro uso; essi, infatti, sono responsabili da una parte della
comparsa di eventi avversi, anche gravi, con un peggioramento della qualità della vita dei
pazienti e dall’altra di un ridotto controllo del tumore e soprattutto perché la comparsa di
tossicità, ne limita la dose e pertanto non è possibile raggiungere la dose terapeutica efficace.

Bibliografia
Harris NL, Jaffe ES, Stein H: A revised European-American classification of lymphoid neoplasm:
a proposal from the International Lymphoma Study Group.Blood 84:1361-1392, 1994
Canellos GP, Lister TA, Skar JL: The lymphomas.Philadelphia,Saunders,1998
Oomen SP,Hofland LJ, van Hagen PM, Lamberts SW & Touw IP(2000) Somatostatin receptors
in the haematopoietic system. European Journal of Endocrinology 143 S9-S14
Pollak MN & Schally AV (1998) Mechanism of antineoplastic action of Somatostatin analogs.
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Reubi JC, Schaer JC, Markwalder R, Waswer B, Horisberger U & Laissue J (1997) Distribuzion of
Somatostatin receptors in normal and neoplastic human tissues: recent advances and potential
relevance. Yale Journal of Biological Medicine 70 471-479
Magrath IT (ed): The Non-Hodgkin’s lymphomas (2 ed).London, Arnold, 1997
Maloney DG: Non-Hodgkin’s lymphoma. Curr Opin Hematol 2 : 255-261, 1995
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Cancer Research 48 6977-6985
Longo DL : Non-Hodgkin’s lymphoma. Curr Opin Hematol 1 :295-302,1994
Skarin AT, Dorfman DM.: Non-Hodgkin’s lymphomas: current classification and management.
Cancer J Clin 47: 351-372, 1997
Weckbeker G, raulf F, Stolz B & Bruns C (1993) Somatostatin analogs for diagnosis and
treatment of cancer. Pharmacological Therapeutics 60 245-264
Woltering EA, Watson JC, Alperin-Lea RC, Sharma C, Keenan E, Kurozawa D & Barrie R
(1997) Somatostatin analogs: Angiogenesis inhibitors with novel mechanims of action.
Investigating New Drugs 15 77-86
Somatostatin Immune System and Limphoproliferative Disorders D.Ferone -.Dept. of Endocrine
and Metabolic Sciences University of Genova September 18-20,2005 Turin.


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« Risposta #7 inserita:: Novembre 12, 2009, 10:24:49 am »

Sito ufficiale:
http://www.metododibella.org/it/mdb/home.do

Casi clinici:
http://www.metododibella.org/it/mdb/casiClinici.do

Pubblicazioni:
http://www.metododibella.org/it/mdb/documentazioni.do?idTipologia=58&tipologia=DOC%20-%20Pubblicazioni

Documentazione:
http://www.metododibella.org/it/mdb/documentazioni.do?idTipologia=56&tipologia=MDB%20-%20Documentazione

Statistiche:
http://www.metododibella.org/it/mdb/documentazioni.do?idTipologia=59&tipologia=Area%20Pazienti%20-%20Statistiche

Sperimentazione:
http://www.metododibella.org/it/mdb/documentazioni.do?idTipologia=60&tipologia=MDB%20-%20Sperimentazione

Documentazione scientifica:
http://www.metododibella.org/it/mdb/documentazioni.do?idTipologia=10914&tipologia=DOCUMENTAZIONE%20SCIENTIFICA

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« Risposta #8 inserita:: Novembre 12, 2009, 10:33:28 am »

Esame e considerazioni su casi di neoplasie curate col Metodo Di Bella (MDB) esaminati dai tre Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU), nominati dalla Pretura Circondariale di Lecce (Sezione distaccata di Maglie).

I medici che hanno esaminato e valutato la documentazione sono:
Dr. Enrico D’Ambrosio.
Dr. Fernando Antonio Lupo.
Dr. Massimo Montinari

I limiti di questa analisi evidenziati dai CTU sono i seguenti:
“L’analisi comparativa della casistica dei ricorrenti e non ricorrenti, evidenzia trattarsi di casi tra loro non omogenei […] la casistica dei non ricorrenti non costituisce verosimilmente un campione sufficientemente rappresentativo di tutti i casi trattati con MDB sul territorio nazionale.”

Queste dichiarazioni che riportiamo per obiettività, nulla tolgono alla rilevante significatività e attendibilità dell’esame di un così alto numero di casi, oltre 500, di cui 239 esaminati, ampiamente sufficiente a fornire seri parametri di valutazione circa l’efficacia di una terapia, la sua tollerabilità, l’effetto sulla qualità di vita. Questi parametri pertanto, oltre che possedere un valore di prova scientifica, sono pienamente suscettibili di indicazioni cliniche, confermando il Metodo Di Bella, in base al rapporto efficacia/tollerabilità, come terapia di prima scelta, come chiaramente emerge dalla seguente statistica:

I CTU hanno così concordato la metodologia di lavoro suddividendo i casi clinici in due gruppi:
A) Casi clinici relativi ad ammalati neoplastici residenti nella AUSL LE/2, che hanno presentato ricorso contro il Ministero della Sanità e la AUSL per ottenere l’MDB.
Sono stati valutati 78 casi.

B) Pazienti non ricorrenti presso la Pretura di Maglie, e residenti su tutto il territorio nazionale, che di loro spontanea volontà hanno inviato alla Pretura di Lecce, anche tramite i medici curanti, la loro documentazione clinica comprovante l’evoluzione della malattia neoplastica e la risposta al trattamento con MDB.
Sono stati valutati 203 casi.

Gruppo A.
Al momento dell’inizio del MDB le condizioni dei pazienti erano le seguenti:


Pertanto la grande maggioranza dei pazienti (84,6%) era in gravi condizioni. Dopo circa 1 anno di terapia (vedi schema allegato con l’inizio della terapia per ogni paziente) nei 78 casi del gruppo A, si sono registrati 40 decessi, pari al 51,2%. Dei 38 pazienti sopravvissuti solo uno ha mostrato un peggioramento, mentre 5 sono stati stabili e 32 hanno presentato miglioramenti evidenti. Considerando che le migliori statistiche oncologiche sui tumori (BMJ-2001)1 riportano una sopravvivenza a 5 anni del 29% associando chirurgia e/o radio-chemioterapia, il risultato del MDB è chiaramente e innegabilmente positivo,non solo relativamente alla sopravvivenza, ma anche in considerazione di due altri fondamentali parametri di valutazione e di scelta di una terapia oncologica: la percentuale di efficacia,valutata in termine di blocco di progressione del tumore o stabilità, oppure di miglioramento o risposta obiettiva che è stata del 47,4%, e l’assenza di effetti collaterali e tossicità evidenti che è stata del 100%.

Scomponendo il dato dell’efficacia in stabilità e miglioramento obiettivo si sono registrate le seguenti percentuali sui 38 casi sopravvissuti:
- Stabili n. 5, pari al 13,5%;
- Regressione (miglioramento obiettivo più o meno sensibile documentato da prove strumentali come ecografie, scintigrafie, TAC, ecc.) n 32, pari a 84,2%..

Il dato è altamente significativo perché certifica la capacità del MDB, non solo di arrestare, ma di far regredire il processo neoplastico in un’alta percentuale di casi e per di più, in assenza di effetti collaterali, a differenza della chemio e/o radioterapia, ottenendo anche un miglioramento sensibile e generalizzato del “Performance status” (qualità di vita).
Se è vero che la valutazione di questi casi è limitata ad un anno, è altrettanto vero che si è constatato un evento nuovo, insperato e sorprendente rispetto alle consuete rispose alla chemioterapia:

In un gruppo di ammalati neoplastici in cui l’ottantaquattro per cento era in condizioni gravi, dopo circa un anno di MDB,
- cinque, cioè il 6,4% hanno registrato un arresto della progressione neoplastica mentre
- trentadue, pari al 41%, hanno avuto una regressione del tumore,
- tutti hanno presentato un netto miglioramento della qualità di vita, nessuno ha lamentato effetti tossici degni di nota.


Gruppo B.
Anche nel Gruppo B “non si sono mai rilevati effetti collaterali legati al MDB”.
Su 203 cartelle, quarantadue non sono state ritenute valutabili in modo esauriente e completo per insufficiente documentazione .
Dei 161 casi documentati in forma e misura ineccepibile, l’analisi delle cartelle cliniche e delle relazioni dei medici curanti ha fornito i seguenti dati:
- n. 2 casi di decesso in corso di trattamento pari all’1,24%.
- n. 20 casi di progressione, pari al 12,42%.

pertanto la percentuale di casi in cui terapia si è rivelata inefficace è stata del 13,66%, anche se ha prodotto un miglioramento della qualità di vita, in assenza di effetti tossici, e un aumento della sopravvivenza rispetto ai parametri reperibili nelle statistiche del National Cancer Institute, relativi alle singole patologie e stadiazioni tumorali.

I tempi ai quali si riferisce la valutazione di questi casi (riportati per ogni paziente), sono stati in media di diversi anni, anche se variabili, ma con una significativa percentuale di pazienti monitorati anche in cinque anni.
- N. 2 casi di completa guarigione (1,24%)
- N. 85 casi di regressione (52,79%)
- N. 52 casi di stabilità (32,29%)

In complesso, sui 161 pazienti esaminati, si sono osservati 139 casi positivi tra guarigione, stabilità e regressione, pari allì’86,32%, in assenza di effetti tossici di qualche rilievo e con un generale miglioramento della qualità di vita. Nessuna statistica oncologica chemio e/o radioterapica è neppure lontanamente paragonabile a questi risultati, certificati dalla documentazione di cartelle cliniche complete di esami ematochimici e strumentali, dalla perizia giurata di tre medici consulenti tecnici di ufficio, e da relazioni dei medici curanti. I risultati del gruppo B sono migliori rispetto al gruppo A, perché molti dei pazienti sono stati direttamente curati dal Prof. Di Bella o dai pochissimi allievi da Lui direttamente formati e in frequente contatto con Lui.

In base alle dichiarazioni dei periti e dai dati conclusivi emersi il Magistrato ha dichiarato:

1) “Dalla copiosa documentazione clinica acquisita agli atti del processo, dalla quale emerge il dato incontrovertibile che moltissimi pazienti al di fuori della sperimentazione con la MDB hanno ottenuto risultati positivi, non soltanto a livello di miglioramento della qualità di vita, ma anche di blocco o di regressione del male.”3
2) “Dalle dichiarazioni testimoniali di medici e di ammalati o di parenti degli ammalati, che hanno riferito sul recupero totale o parziale della salute a seguito dell’utile ricorso alla terapia Di Bella, sia dopo aver percorso con insuccesso le terapie tradizionali, e sia – in alcuni casi – di esclusiva utilizzazione del protocollo del professore modenese in assenza di valide alternative di cura (cosiddetti orfani di terapia).”4
3) “Dalla relazione peritale dei consulenti tecnici di ufficio, limitatamente alla parte utilizzabile […] tutti (i pazienti) hanno avuto miglioramenti a livello della qualità di vita […] e stanno avendo risultati positivi per via del notevole prolungamento dei tempi di sopravvivenza rispetto alla prognosi iniziale infausta a brevissima scadenza (poche
settimane di vita). In particolare i consulenti tecnici di ufficio così testualmente si sono espressi in ordine all’efficacia […] (vedi statistica). […] Inoltre anche nei casi di decesso, frequentemente si è constatato, sulla base delle informazioni fornite dai parenti, che la qualità di vita nel corso del trattamento, specie per quanto riguarda la sintomatologia dolorosa, risultava migliorata, fino a consentire talora una parziale o totale autosufficienza fino all’exitus. In conclusione la MDB sembra aver determinato un miglioramento della qualità di vita nella maggior parte dei casi trattati come riportato nella tabella allegata. Non si sono mai rilevati effetti collaterali legati alla MDB.5

Non sfugge al giudicante il contrasto tra le risultanze dei periti di ufficio e le conclusioni della sperimentazione ufficiale […]. È evidente che i criteri fissati dalla scienza medica per la sperimentazione della MDB non sono conformi ai precetti costituzionali (art. 3 e 32) sulla tutela del diritto alla salute, e che le Autorità Sanitarie avrebbero il dovere dopo l’esame e lo studio delle oltre 500 cartelle cliniche acquisite nel presente procedimento e messe a disposizione del Ministero, di attivare nuove e più articolate sperimentazioni, privilegiando aspetti come la qualità di vita, la terapia del dolore, o l’osservazione dei tempi di sopravvivenza, finora non adeguatamente valorizzati: le sperimentazioni storicamente seguono tempi molto lunghi perché, tra successi e insuccessi, non sempre la strada della verità viene individuata in tempi brevi e al primo tentativo.

Per contro il miglioramento delle condizioni di vita degli ammalati neoplastici, conseguente all’assunzione dei farmaci della MDB, è un dato più che sufficiente a giustificare la somministrazione di detta terapia, e ciò in funzione della tutela del bene giuridico assoluto della salute, cui fa riferimento l’art. 32 della Costituzione, che altrimenti risulterebbe gravemente ed irreparabilmente pregiudicato”.-

Queste conclusioni di un magistrato basate su perizie mediche giurate, relazioni cliniche, testimonianze e dati documentali, sono altamente significative, meritano attenta e profonda riflessione, contrastano radicalmente e smentiscono le conclusioni di quella sperimentazione le cui anomalie e totale inaffidabilità di impostazione conduzione e conclusione, sono ormai documentate e note, anche se malauguratamente esercitano ancora i loro nefasti effetti legislativi tramite l’ordinanza Bindi e inibiscono l’erogazione del MDB, che dovrebbe essere terapia oncologica di prima scelta, da parte del SSN.

(continua nel file seguente, dal quale sono state tratte tali informazioni)
Tratto da: http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/2003717124726.pdf

« Ultima modifica: Novembre 21, 2009, 01:14:08 pm da mah » Registrato
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« Risposta #9 inserita:: Novembre 21, 2009, 01:27:04 pm »

"In complesso, sui 161 pazienti esaminati, si sono osservati 139 casi positivi tra guarigione, stabilità e regressione, pari allì’86,32%, in assenza di effetti tossici di qualche rilievo e con un generale miglioramento della qualità di vita. Nessuna statistica oncologica chemio e/o radioterapica è neppure lontanamente paragonabile a questi risultati, certificati dalla documentazione di cartelle cliniche complete di esami ematochimici e strumentali, dalla perizia giurata di tre medici consulenti tecnici di ufficio, e da relazioni dei medici curanti."

Torno al titolo del thread, quindi: "avevamo ed abbiamo una cura contro il cancro - sebbene non sia infallibile - e continuiamo a dimenticarla!!".

Quante persone dovranno ancora morire prima che questa verità venga accettata?
Son passati più di 30 anni, dall'inizio dell'attività del compianto Professor Di Bella e...ancora oggi, in prossimità del 2010, le uniche cure ufficiali sono le stesse, tragiche, di sempre.

Lo vogliamo questo cambiamento?
Iniziamo a darci da fare.

Perchè se lasciamo campo libero a certi poteri, tutto rimarrà allo stesso modo e...milioni di persone continueranno a morire quando, invece, avrebbero forse potuto salvarsi o, almeno, vivere decentemente ciò che gli restava da respirare.
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« Risposta #10 inserita:: Novembre 21, 2009, 02:38:48 pm »


Ti quoto mah per l'ottimo post.Come vedi,con la medicina siamo alle solite,questione di interessi,enormi interessi.Oggi la ricerca sul cancro garantisce fondi enormi e le cure odierne enormi guadagni.L'interesse primario è quello di tenerci ammalati,non di curarci.E se non siamo ammalati,bene ci fanno ammalare di proposito,vedi la politica sui vacini.
Il problema è come mai tanta gente non riesce ad aprire gli occhi,e fa si che le cose continuano ad andare come vanno?Quando la gran parte dei dormienti si risvegliera........(se si risvegliera)

ciao ariete
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« Risposta #11 inserita:: Novembre 21, 2009, 02:44:35 pm »

Altra intervista del Professor Di Bella, del 1990:

http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=4356

Visitava e curava i suoi pazienti gratuitamente...
...esistono ancora dottori di questa grande levatura?


Visita al laboratorio del Professor:
http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=9117
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« Risposta #12 inserita:: Novembre 21, 2009, 02:51:48 pm »

Il problema è come mai tanta gente non riesce ad aprire gli occhi,e fa si che le cose continuano ad andare come vanno?Quando la gran parte dei dormienti si risvegliera........(se si risvegliera)
Ciao!

Sinceramente, comincio a pensare che...non meritiamo certe cure.
Se il prossimo non apre gli occhi e non tenta nemmeno di farlo, forse, è proprio perchè così dev'essere.
Diventa quasi inutile combattere per qualcuno, quando questo qualcuno è il primo a disinteressarsene.
Tanto c'è la tv, il calcio, le novelas e tanto altrui cui pensare.

Quando cercheranno un'alternativa, sarà forse troppo tardi.
E...per questo, la colpa è ben distribuita.
Certi poteri nulla potrebbero se...le popolazioni facessero davvero qualcosa in merito.
Ma...così non è, purtroppo per tutti noi.
E...queste cure continuano ad esser sbeffeggiate ogni giorno, ogni volta che un malato perisce o soffre per certe malattie.
« Ultima modifica: Novembre 21, 2009, 03:07:23 pm da mah » Registrato
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« Risposta #13 inserita:: Novembre 21, 2009, 02:53:35 pm »

"E domani?", un breve ma intenso scritto del Prof. Di Bella.
L'opinione dello scienziato sulle conquiste e sui limiti della scienza: l'uomo, incapace di creare una sola cellula, svilisce le tappe del progresso con la presunzione e la sua cecità.



In un'epoca dove tutto sembra studiato per abbassare, anziché innalzare la mente, nella quale legioni di guitti si prestano a tener bene incollate le coscienze su una pegola zuccherina, e gli stacanovisti della stupidità non perdono occasione per contagiare di sé la collettività, ci è sembrato assai utile pubblicare un breve scritto del Prof. Luigi Di Bella. Quasi pagina di diario, nacque nel profondo della sua interiorità, in contrasto con il chiassoso succedersi degli eventi del 1998. La densità dei concetti è tipica dell'uomo; il loro inquadramento in una concezione di matrice scientifica del mondo e della società contemporanei evidente. Se ne può ricavare, dopo attenta lettura e riflessione, una preziosa guida per districarsi  nel generale disorientamento odierno.
 _____________________________________________

E domani?
Gli eventi della vita futura - avvenire, destino, cambiamenti di noi e intorno a noi - hanno sempre attirato, affascinato, aggiogato le menti che vivono oltre l'attimo che fugge.
Per estrapolazioni di funzioni che rappresentano aspetti della disposizione e struttura del mondo circostante, abbiamo la quasi certezza della natura chimica dell'Universo naturale.
Ma da dove trae origine? Finirà? Dove, come, quando? Si risolverà in energia, in attimi o tempi infinitamente lunghi? Passerà nel nulla materiale, nell'antimateria? O continueranno, reciprocamente correlate, energia e materia? La folla dei misteri dello spazio che ci ospita non sembra assottigliarsi, pur nell'impatto con le affascinanti realizzazioni della spettacolare tecnica elettro-meccanica e chimico-sintetica. Ormoni e recettori, protidi e glicidi di estrema complessità sono stati analizzati e sintetizzati ormai in gran parte.
Nell'euforica esaltazione di clamorose, inaspettate scoperte, la fantasia talvolta galoppa, e si accinge a progettare l'impianto per la creazione di cellule, tessuti ed esseri viventi.
Il trapianto di cute ed ossa, la perfettissima tecnica della trasfusione di sangue, il trapianto di cuore, fegato, reni, midollo, non autorizzano a ritenere prossima la costruzione di tali organi e tessuti.
L'uomo non ha creato una sola cellula capace di vivere, riprodursi, trasformarsi, adattarsi, malgrado gli innumerevoli supporti di una delicata e complicatissima tecnica.
Quando si giungerà a variare reversibilmente l'energia di legame di un atomo, di una molecola, ed a trasmetterla ad altre forme energetiche, su particolari molecole opportunamente disposte (chaperons), allora si creeranno i presupposti per una possibile creazione di strutture atte a funzionare come in una cellula.
Il tutto dovrà svolgersi secondo tempi, luoghi, ambienti, gradienti differenziali che nessun uomo riuscirà mai a progettare, tanto meno a realizzare. Per cui una cellula non si creerà mai, pur conoscendo il suo divenire molecolare: non tanto per ignoranza, quanto per impossibilità materiale di creare i substrati ugualmente ordinati.
Davanti all'impossibilità di riprodurre il materiale ideale, si ricorre al miracolo, al divinismo, immiserendo, nella cosciente impotenza realizzatrice, il concetto religioso.
La diagnosi è la sintesi dei sintomi obiettivati, raffrontabili con quelli dell'entità nosologica sospetta. Essa esige finezza semeiologica, logica serrata, somma elasticità mentale.
Gli accertamenti laboratoristico-strumentali la precisano o la condizionano, con una prevalenza spesso schiacciante su tutti i rimanenti mezzi, i quali possono dare utili o determinati suggerimenti nella prognosi e nella terapia.
I mezzi moderni assicurano nella stragrande maggioranza dei casi la correttezza diagnostico-terapeutica. L'eventuale errore origina dall'ignoranza della portata del valore dei dati, per cui un sintomo viene trascurato o sottovalutato.
La scienza non ha camminato invano, la vita umana si è significativamente allungata, la sofferenza di gran lunga attenuata.
I vizi, gli eccessi, i traumi psico-materiali, le stragi di guerre ed incidenti decimano ancora l'umanità. La scienza è verità; ma se viene delusa o tradita, può essere anche usata per nuocere, ferire, uccidere, sterminare.
La potenza dei mezzi scoperti potrebbe oggi stendere un velo di morte sopra continenti interi, dalle cui ceneri riuscirebbero stentatamente a risorgere i popoli non organizzati.
Comprenderanno i VIP queste verità?
O si faranno travolgere da falsi interessi, passioni, crudeltà? Sarebbe tragico se pensassimo: "Qui nihil sperare potest, nihil desperat" (Seneca - Medea) (*).

(*) "Chi in nulla può sperare, di nulla dispera".
(Copyright Fondazione Di Bella. Tutti i diritti riservati)

Tratto da: http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=2607
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« Risposta #14 inserita:: Gennaio 16, 2010, 04:56:15 pm »

Qualche dato sulla sperimentazione del '98:
Prima parte: http://metododibella.org/cms-web/upl/doc/2004111713420.pdf

Seconda parte: http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/2003115114047.pdf (da cui: "Nonostante tutto ciò si sarebbe registrata una sopravvivenza del 25%, contro lo zero registrabile dalle statistiche ufficiali relativamente al protocollo 4 dell'osservazionale, visto che al momento dell'arruolamento questi pazienti avevano una aspettativa di vita fra 11 giorni e 12 settimane". Massidda aggiunge che a distanza di due anni, 256 dei 1048 malati sottoposti alla sperimentazione, avrebbero constatato un blocco della progressione tumorale e altri addirittura una regressione della neoplasia.")

http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=53
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