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Autore Discussione: L'ITALIANO CHE FONDO' I TEMPLARI  (Letto 15841 volte)
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kalki
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Chi conosce la Guerra può anche amare.


« Risposta #15 inserita:: Marzo 24, 2010, 12:56:56 pm »

Per chi non conosce il Latino come me.  Cheesy

""Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam"

è il motto dei Cavalieri templari e significa:

"Non a noi, o Signore, ma al tuo nome dà gloria".

Il testo è la traduzione dei versetti mediani del Salmo 113 ( Antica Vulgata) o dell'"incipit" del Salmo 115 (secondo la numerazione ebraica) della Bibbia ed è anche inciso su una fascia di basamento che occupa l'intera larghezza della facciata di Ca' Loredan-Vendramin-Calergi sul Canal Grande a Venezia."
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Solo chi è puro potrà attraversare l'immenso abisso della propria anima nera senza sporcarsi, e solo chi ha una meta di vera conoscenza ed evoluzione non si perderà negli oscuri labirinti della sete di potere e dell'avidità.
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« Risposta #16 inserita:: Marzo 24, 2010, 01:06:24 pm »

Domanda, perchè venivano rappresentati in 2 su un cavallo, quale era il simbolismo?



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« Risposta #17 inserita:: Marzo 24, 2010, 01:07:13 pm »

Tagli alle spese ?  

http://www.exultet.it/storiatemplari.html

""Da notare che il più famoso sigillo templare era un cavallo cavalcato da due cavalieri che stava ad indicare la povertà iniziale dei cavalieri che erano costretti ad andare in due su un solo cavallo e il dualismo universale delle cose, a cui si rifà il loro ideale, cioè la convivenza pacifica in TerraSanta della cultura Cristiana e di quella Islamica. ""

Ci scherzo sopra..ma è anche una voce......conTEMPLATA..!
« Ultima modifica: Marzo 24, 2010, 01:14:00 pm da SPAAK » Registrato

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« Risposta #18 inserita:: Marzo 24, 2010, 01:20:49 pm »

oppure che non cavalcavano mai "spiritualmente" da soli  Smiley
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« Risposta #19 inserita:: Marzo 24, 2010, 01:26:25 pm »

oppure che non cavalcavano mai "spiritualmente" da soli Smiley
credo sia così albe Wink
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« Risposta #20 inserita:: Marzo 24, 2010, 01:39:47 pm »

Ecco una immagine di templari dei primi del novecento...

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« Risposta #21 inserita:: Marzo 24, 2010, 03:41:54 pm »

Il sigillo rappresenta due Cavalieri in sella allo stesso cavallo, che rappresentano la duplice vocazione dell’Ordine, religiosa e militare, con l'iscrizione in latino

SIGILLUM MILITUM CHRISTI:

Il sigillo dei soldati di Cristo.



Il sigillo risale a circa un secolo dopo la fondazione dell'ordine, quindi non erano tanto poveri, ma soprattutto non è plausibile che in guerra si andasse in due a cavallo, ed una regola gli imponeva di non avere più di tre cavalli a testa.

Vediamo il simbolismo del sigillo.

Il sigillo ha la forma circolare ed è in ferro, il cerchio è riconducibile all'Ourobos (la ciclicità e continuità) ha la caratterizzazione di universalità e completezza. Il cerchio rappresenta pure l'aspetto della Grande Madre secondo aspetto della Trinità.

Il metallo usato il ferro, nel linguaggio Alchemico è legato a Marte, «la sfumatura arancione dell'Opera», è anche il pianeta rosso che esprime forza, che tende all'idealismo, allo sforzo e all'evoluzione, nella sua manifestazione altruistica ed inclusiva, ma più di frequente, dove domina una natura egoistica e separativa, è l'aspetto che tende al fanatismo distruttivo, alla guerra, al contrasto.
Quindi si evincono l'idealismo mistico e l'arte della guerra, che entrambi distinsero l'Ordine templare, il quale bene seppe esprimere quella dualità, che poi ritroveremo, d'idealismo mistico di un corpo militarmente organizzato.

Da ricordare anche che econdo i dettami della Regola l'aspirante "Fratello" doveva sottostare ad un periodo di prova di un anno e prestare immediato giuramento di povertà, per cui, l'intero patrimonio del Cavaliere (o del Milite) veniva interamente devoluto  all'Ordine.

Spesso si è detto che i due cavalieri, rappresentassero la povertà dell'ordine, in realtà il voto di povertà indica con un'azione esteriore ciò che l'aspirante non è ancora in grado di compiere interiormente; è il principio della rinuncia, che giunge come risultato di un processo tutto interiore che ha visto sviluppate nell'aspirante facoltà quali il discernimento, il dominio delle passioni e la disciplina. La rinuncia al mondo della forma, per abbracciare la "causa dello spirito", diventa allora un fatto spontaneo e non un sacrificio.

Il cavallo è simbolo della natura umana, perché ritenuto l’animale più simile all’uomo. Ne consegue che la figura del cavaliere diventa facilmente allegoria dell’anima che guida e governa il corpo. Anima e corpo dipendono l’uno dall’altra; e questa unione così intima e salda appare analoga a quella che ha reso, dal Medio Evo fin quasi all’era moderna, il cavallo ed il cavaliere non solo una poderosa macchina da guerra, ma anche una figura simbolica carica di una straordinaria sacralità.

Fu Bernardo, abate di Clairvaux (Chiaravalle), in seguito santificato, che nel trattato "In lode della Nuova Cavalleria", proclama che i Templari rappresentano l'apoteosi dei valori cristiani: «Una nuova cavalleria è apparsa nella terra dell'Incarnazione, è nuova, dico, e non ancora provata dal mondo, in cui conduce un duplice combattimento, a volte contro un avversario di carne e di sangue, a volte, contro lo spirito del male nei cieli. Che i cavalieri resistano con la forza del corpo a nemici corporali, io non ritengo stupefacente, giacché non lo considero raro. Ma che combattano con la forza dello spirito contro i vizi e i demoni, chiamerei ciò non solo meraviglioso, ma degno di tutte le lodi concesse ai religiosi».

Nel Tempio si perpetuava una tradizione esoterica antica, secondo la quale la natura umana non è duplice, cioè non è fatta solo di corpo e di anima, ma è triplice, ad immagine della triplicità divina. La nostra società ha perso la consapevolezza di questa tripartizione, che non è solo mistica ma reale, abbandonandosi ad un fuorviante dualismo fra anima e corpo, fra materia e spirito, che è estraneo alla creazione.

“Tutto il vostro essere, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la Parusia del Signore nostro Gesù Cristo”. Paolo ai Tessalonicesi.

Ecco allora che i due cavalieri del sigillo templare vanno interpretati come immagine della duplice parte invisibile che ci costituisce ed è trasportata dal corpo: uno dei cavalieri è l’anima, l’altro lo spirito; il cavallo è il corpo.

Quindi in sintesi troviamo la duplicità insita sia nella natura dell'Ordine, monastico e guerriero, sia in quella dell'uomo, divina a umana.

All'epoca delle accuse e delle persecuzioni mosse nei confronti dell'Ordine venne interpretato come chiara allusione alla sodomia, in realtà voleva rappresentare lo spirito di fratellanza e di povertà che aveva contraddistinto l'Ordine sin dalla sua fondazione.

Fonti:

Renzo Manetti
Esonet
Louis Charpentier: I Misteri dei Templari, Ed. Atanòr
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« Risposta #22 inserita:: Gennaio 19, 2014, 12:40:31 pm »

Trovo difficile credere che una sola persone possa fondare un ordine, viene detto a volte travisandolo, che quando tre o più persone si riuniranno in nome di............ Esso è tra loro
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Sopravvissuto a molti roghi,, sia fisici che mentali.. a volte passionali.. passato indenne alle trappole sentimentali.. posso testimoniare che l'uomo può vincere molte sfide terrene basta volere e rifiutare l'inganno mentale.

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« Risposta #23 inserita:: Gennaio 19, 2014, 02:27:36 pm »

Citazione
Trovo difficile credere che una sola persone possa fondare un ordine

può anche essere, tuttavia viene sempre attribuito a una persona Wink
 Vedi Francescani, Domenicani,Gesuiti, ecc

ciao
mauro
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