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Autore Discussione: CAMBIAMENTI CLIMATICI NEL SISTEMA SOLARE  (Letto 174077 volte)
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Dennis Forrest
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« inserita:: Agosto 29, 2007, 12:52:41 pm »

La Stampa di Torino discute del surriscaldamento globale di Marte

tratto da: http://www.angelismarriti.it/elzeviri/Marte-CambiamentiClimatici.htm

Mercoledì 13 Giugno 2007 il prestigioso quotidiano La Stampa di Torino, nel suo inserto settimanale TuttoScienze, ha affrontato la controversa questione dei cambiamenti climatici, allargando decisamente i suoi orizzonti speculativi. Analogamente a quanto fatto nel numero di Febbraio 2007 dal mensile Newton (che tuttavia non si è focalizzato su un singolo pianeta ma ha documentato le anomale temperature e tempeste registrate su diversi pianeti del Sistema Solare), l'articolo di TuttoScienze a firma di David Avino  ha commentato il recente cambiamento climatico in atto sul Pianeta Rosso. Il titolo del servizio è:  <<Marte peggio della Terra. L'effetto serra è accelerato>>. Riporto qui di seguito l'incipit:"Non ci sono frabbriche e neppure raffinerie, non circolano auto e Tir e, per ora, non si è scovata alcuna traccia di forma vivente. Eppure anche Marte sembra soffrire dello stesso male che affligge in modo sempre più grave la Terra: il surriscaldamento globale." 

  La colonna di destra del servizio a tutta pagina di David Avino, sull'inserto TuttoScienze, contiene una breve intervista a Lori Fenton, che guida un gruppo di scienziati della NASA. Fenton, alla domanda del giornalista sulle cause del cambiamento climatico terrestre, risponde: "Il cambiamento climatico della Terra è influenzato da un enorme numero di fattori, alcuni probabilmente causati dall'uomo, ma molti altri da fenomeni naturali. La maggiore difficoltà per un'analisi oggettiva è isolare i fenomeni, estrapolando i dati di interesse. Se fosse semplice, non ci sarebbero punti di vista così contrastanti."

  Sagge parole, quelle di Fenton, che dovrebbero essere prese in seria considerazione dai nostri mass media, soprattutto quelli televisivi.

   

  Immagini del Polo Sud di Marte scattate, a due anni di distanza,dalla sonda spaziale MGS; sono visibili alcune differenze - Courtesy NASA/JPL


     Nel dicembre 2006, ancor prima del mensile Newton e del citato articolo de La Stampa, firmai un servizio in inglese che diffusi in Rete attraverso il mio sito ed alcuni portali nordamericani con i quali collaboro gratuitamente. Il mio pezzo di allora tratta proprio delle recenti anomalie riscontrate nel Sistema Solare e s'intitola <<What is going on in the Solar System and is the "Planet X" Approaching>>? Alla fine dell'anno contattavo Duncan Roads, il direttore della rivista australiana Nexus New Times, dandogli il permesso di riprodurre il mio servizio sulla pagine del suo magazine internazionale.

  Così, già nel numero 2 (Vol.14) di Febbraio-Marzo 2007 (negli Stati Uniti ed in Canada nel numero di Marzo-Aprile 2007), il bimestrale Nexus pubblicava un adattamento del mio testo, tagliandolo soltanto in alcuni punti. L'articolo apparve nella rubrica The Twilight Zone, con il titolo <<The Jesuit Footage and the "Omega Secret" Code>>. Per chi volesse leggerlo nella sua traduzione italiana, il riferimento è il nr.66 dell'edizione italiana di Nexus (Febbraio-Marzo 2007).  La sostanziale differenza rispetto ai servizi di Newton e de La Stampa, è che essi non discutono del possibile avvicinamento al Sole di un corpo celeste anomalo, e che io ritengo l'indiziato numero uno responsabile della anomalie del Sistema Solare, inclusa la strana attività solare degli ultimi anni. Non voglio certo negare il contributo dell'uomo al globale cambiamento climatico terrestre, sotto gli occhi di tutti. Il grande incremento della quantità di biossido di carbonio nell'atmosfera a causa dell'attività umana degli ultimi duecento anni è una drammatica realtà, così come l'incremento della quantità di metano dovuto in parte allo scioglimento del permafrost siberiano (vedi in proposito Newton del settembre 2005, <<Allarme metano per lo scioglimento del permafrost siberiano>>), ed in parte agli allevamenti di bestiame. Ma è sicuramente soltanto uno dei fattori in gioco, come già sottolineato da diversi scienzati. Uno di questi è il dr. Sami Solanki, Direttore del rinomato Istituto Max Planck per la Ricerca del Sistema Solare, a Gottingen, in Germania. Solanki si è espresso sull'attività solare anomala, che a suo avviso contribuisce all'aumento della temperatura del nostro globo, in un articolo pubblicato in Inghilterra nel 2004 (The truth about global warming - it's the Sun that's to blame, By Michael Leidig and Roya Nikkhah- http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2004/07/18/wsun18.xml&sSheet=/news/2004/07/18/ixnewstop.html).

  Penso dunque che sarebbe disonesto intellettualmente far finta di non accorgersi dei cambiamenti climatici che si stanno registrando nel Sistema Solare, dalla remote Colonne d'Ercole di Nettuno e Plutone sino ai pianeti rocciosi interni (come Marte e la Terra); cambiamenti climatici che non possono essere di certo imputati alla mano dell'uomo. Sulle pagine del nr. 67 di UFO Notiziario (Febbraio-Marzo 2007) ho firmato in proposito un servizio intitolato <<Dal caso Guardian alle anomalie nel Sistema Solare: il ritorno del Pianeta X?>>. L'occhiello del mio servizio recita:  <<Il Sole ed alcuni corpi celesti del Sistema Solare sono turbati da una forza misteriosa>>. Del resto, pochi mesi fa si è cosi espresso Andrea Giuliacci del centro Epson Meteo: "[...] Insomma stiamo assistendo ad un riscaldamento che sembra interessare tutto il Sistema Solare" (<<La serra interplanetaria>>, di A. Giuliacci, Newton, nr. 2, Febbraio 2007, pag.55).

  Giuliacci, a differenza di me, imputa al Sole il surriscaldamento globale nel Sistema Solare. Io, pur non essendo un addetto ai lavori, concordo. Ma io vado oltre e mi chiedo: che cosa sta turbando l'attività fisica solare? Innanzi tutto basta dare un'occhiata alle previsioni dell'attività solare da qui ai prossimi 4-5 anni per rendersi conto che qualcosa di strano sta accadendo al Sole: lo scorso Dicembre 2006 ad un incontro a San Francisco dell'Unione Geofisica Americana, il fisico solare David Hathaway del Marshall Space Flight Center della NASA ed il suo collega Robert Wilson hanno presentato uno studio sul "ciclo solare 24". Stando alla loro previsione il picco dell'attività solare si dovrebbe avere a cavallo fra il 2010 ed il 2011, e sarà probabilmente uno dei più intensi mai registrati nella storia.

  Affrontando queste tematiche quello che distingue me da seri ricercatori scientificamente qualificati, come Giuliacci ed Hathaway, è che io spingo al massimo le mie indagini in settori che solo apparentemente sembrano slegati dalla ricerca scientifica: la scienza di frontiera che lavora sul cambiamento di paradigma, la politica internazionale, l'intelligence ed i resoconti testimoniali di insider che hanno agito o agiscono nell'ombra di determinate strutture. Le fughe di informazioni da ambienti riservati, attentamente vagliate, e le inchieste giornalistiche "d'assalto", sono a mio avviso indispensabili per contribuire alla formazione dell'opinione pubblica. Del resto, da sempre i giornalisti sono i cani da guardia delle strutture di potere, che sono necessarie per garantire l'ordine sociale, il benessere, l'istruzione, il mercato, il lavoro, ed i diritti civili che tutti noi dovremmo godere. Ma l'opinione pubblica deve essere vigile. Le cittadinanze del mondo sono anch'esse chiamate a fare la loro parte, così come i mass media; sempre nel rispetto della Legge, ben inteso. Recitare un ruolo passivo è controproducente, per tutti. Io, nel mio piccolo ruolo di giornalista pubblicista e freelancer, cerco di fare la mia parte.

  Invito chi volesse approfondire queste sconcertanti problematiche, che probabilmente toccheranno tutti noi molto da vicino nei prossimi anni (sulla recente anomala attività dei cicli solari persino la Pravda si è espressa negli ultimi giorni: “Tra quattro anni il Sole attacchera' il nostro pianeta”, 30.04.2007 - FONTE: Pravda.ru; http://italia.pravda.ru/science/30-04-2007/5560-0), a seguire con attenzione e sano spirito critico le mie difficili ma documentate inchieste giornalistiche che sto portando avanti fra mille difficoltà dall'aprile 2006.

  È in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli: non dimentichiamocelo.
« Ultima modifica: Giugno 10, 2008, 01:44:42 pm da gurosao » Registrato
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« Risposta #1 inserita:: Settembre 06, 2007, 09:07:10 pm »

se mi è permesso aggiungo un link..
solamente piu recente...
ma ne riportero molti altri....

http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16132


tengo in special modo a sottolineare un passaggio chiave...

Sembra poi che tali variazioni riguardino soprattutto la componente energetica all'ultravioletto, che sulla Terra viene filtrata dallo strato di Ozono, e perciò non raggiunge la superficie terrestre


L'OZONO:
ricordo ke l'ozono è uno degli ossidanti piu potenti..
ma anke uno degli scudi ke ci permettono di sopravvivere ai raggi Uv...
http://www.appa-agf.net/article/articleview/777/1/132
qui un resoconto degli sforamenti di ozono a terra..
problema molto presente anke nel nostro paese ma poco conosciuto
http://www.eea.europa.eu/maps/ozone/compare

assurdo notare come sopra la grecia si sia sforato il limite per un periodo
relativamente lungo... diretta conseguenza degli incendi??  Undecided
cmq sto cercando tutto sull'ozono...
questo problema del quale si è tanto discusso in passato...
ora messo in secondo piano dal global warming
(aggiungo io sua parziale diretta conseguenza)......
ma nn è escluso un ritorno alla piccola era glaciale o meglio
global coolin...chiamato anke the great winter o bufalmente
GRANDE FRATELLO...
l'attivita sismica è in netto aumento e la sola anidride solforosa
combinata all uso smodato ke negli anni si è fatto dei cfc contribuisce
ad accelerare reazioni chimiche che distruggono l’ozono
incrementato anke dalla presenza di particelle nell’atmosfera
come i cristalli di ghiaccio.....
http://www.nasa.gov/mission_pages/aim/multimedia/first_view.html

queste "nubi lucenti" ad esempio sono comparse negli ultimi periodi anke in polonia e nord europa oltre ke in america di natura ancora controversa ce ki parla di cristalli di ghiaccio intrappolati nella mesosfera ki di polveri "sottili"...sembra il tipico fenomeno delle aurore boreali..ma stranamente a latitudini nn propriamente consone...
VAPORE ACQUEO..ankesso in aumento..
http://www.usgcrp.gov/usgcrp/Library/ocp2007/ocp2007-hi-atmos.htm

vorrei sottolineare una cosa ke a molti sfugge cioè il grande colpevole
quanta importanza abbia il vapore acqueo sull'effetto serra il quale incide
dal 30/70%...
al primo posto prima della tanto sbandierata co2 "solo" dal 9/26%..
http://en.wikipedia.org/wiki/Greenhouse_gas

tale "cascata" di fenomeni segnalano indubbi cambiamenti climatici
spesso estremi e repentini ...
accadimenti ke a mio avviso l'attivita umana
ha solamente accelerato nn di certo creato...

la lista dei malanni del pianeta del 2006...
http://www.ncdc.noaa.gov/img/climate/research/2006/ann/significant-extremes2006.gif

aggiungo un link ke puo dare un idea "al volo" di quale
sia la situazione mondiale...
http://visz.rsoe.hu/alertmap/index.php
come si puo notare molti i risvegli di vulcani nell'ultimo anno
per nn parlare di sismi con  magnitudo superiore ad 8 per 12 casi dal 2000
ad oggi...la piu alta media di "eventi" mai registrati..bisogna aggiungere ke
gli eventi nell eta dell informatica si registrano in tempo "reale" e quindi forse "l'allarmismo"nel quale potrebbe indurre i dati sopraindicati
sono una "conseguenza" della capacita moderna di registrare tali accadimenti.

una cosa curiosita nella quale mi sono imbattuto sulla ricerca dell'ozono e qualcuno ora rizzera le orekkie..  Grin

http://ies.jrc.cec.eu.int/Units/cc/events/torino2001/torinocd/Documents/Urban/UP44.htm
http://www.chem.leeds.ac.uk/Atmospheric/Field/airborne/intro.html

si fa espresso riferimento all'utilizzo dei c 130 ed aerei in generale....
ma per controllo dello strato di ozono..  Cool
 
ps perdonate la lunghezza purtroppo ho poco tempo per scrivere e tante
cose da dire....

ultima cosa bradisismo...tenetelo sottokkio!!!
dicono sia legato alle fasi ciclike delle makkie solari..
come tutta l'attivita sismica del resto...

un saluto gnorri!



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« Risposta #2 inserita:: Settembre 08, 2007, 08:56:37 pm »

http://ec.europa.eu/environment/ozone/research.htm

ci sono programmi quadro focalizzati sulla ricerca dello stato dell' ozono...
Il progetto CARIBIC (quinto FP) ad esempio studia i processi fisici nella troposfera superiore e nella stratosfera inferiore...
La filosofia di fondo è di utilizzare velivoli per trasporto civile per effettuare le misure durante i voli interurbani..  Roll Eyes
nel link sono presenti molti progetti in via di sviluppo...
molti dei quali in collaborazione con australia america e canada...

un saluto gnorri!!!!  Wink
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« Risposta #3 inserita:: Settembre 12, 2007, 08:03:54 pm »

vi invito a tenere sottokkio questa cartina...  Cry
http://visz.rsoe.hu/alertmap/index.php

notare quanti vulcani sono in fase eruttiva..
un altro ottavo grado in indonesia..rischio tzunami..
a soli due giorni di distanza di un settimo...  Shocked
http://geofon.gfz-potsdam.de/db/eqinfo.php

si balla di brutto!!

uscendo dall'orticello di casa gaia....ci sono ipotesi molto interessanti..
ma anke d'IMPATTO!!...ricorda un po il film passato in sordina negli ultimi giorni..stile super nova ..
un film con "buoni" messaggi di base ma affrontato con estrema leggerezza...
gli effetti poi nn ne parliamo!...tornando al discorso
http://www.veja.it/index.php?/archives/874-La-Terra-In-attesa-dellultima-superonda-galattica.html#extended

potrebbe essere interconnessa a questa..
http://club.giovani.it/firewolf/item/scoperte-onde-chiave-per-molti-segreti-del-sole

un saluto gnorri!



 

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« Risposta #4 inserita:: Settembre 14, 2007, 11:08:16 am »

Gnorri, complimenti! Hai postato un bel po' di materiale davvero interessante... mi ci vorrà un po' per leggerlo tutto, ma sembra che ne valga la pena!  Wink
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« Risposta #5 inserita:: Settembre 28, 2007, 09:26:46 pm »

scusate se mi quoto....è forte segno di squilibrio mentale!!! Grin
Citazione
per nn parlare di sismi con  magnitudo superiore ad 8 per 12 casi dal 2000 ad oggi...la piu alta media di "eventi" mai registrati..


ci risiamo ad una quindicina di giorni siamo di nuovo verso l'ottavo grado...
qui gli ultimi 30 gg...
http://kharita.rm.ingv.it/gmaps/weq/index.htm#last30

rock'n roll!!
vedere qui i maggiori terremoti degli ultimi 2 anni...
in media i magnitudo 8 dovrebbero essere 1 l'anno...invece...
qualcosa sta cambiando a livello di "accumulo" energetico di gaia...


una panoramica piu ampia...
http://visz.rsoe.hu/alertmap/index.php

un progetto quadro europeo è indirizzato totalmente allo studio dell attivita vulcanica europea ..

parlando di altre problematike atmosferike...
estratto da questo...
http://www.imaa.cnr.it/ITA/progetti.php


# ESA – ESTEC “Ground based observations of Water Vapour and Aerosol for the validation of ENVISAT products”. Inoltre, l’IMAA coordina per conto dell’Agenzia Spaziale Europea la validazione dei dati MIPAS di vapore d’acqua per tutto il Ground Based Measurements and Campaign Dataset (GBMCD) di ENVISAT.
# NASA - Progetto “CALIPSO Impacts on the Determination of Transport of Lower Tropospheric Aerosols”.L’IMAA è l’unico partner non USA del progetto
# Ministero degli Esteri  -  Progetto Bilaterale Italia-Giappone “Ground-based and satellite measurements in seismic active areas”.


dai dai....ke tra vapore acqueo e ozono sono sulla buona strada..




un saluto gnorri!!



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« Risposta #6 inserita:: Settembre 28, 2007, 09:50:58 pm »

OPSS DIMENTICAVO http://www.accent-network.org/2nd-symposium/

un saluto gnorri!!
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« Risposta #7 inserita:: Settembre 30, 2007, 03:36:34 pm »

ci risiamo guardate sembra ovvia la maglia nera per il 2007... Cry
aspettando riscontro per il 2008 con l'incremento dell'attivita solare..
e sperando di avere torto.... Embarrassed
http://www.geotimes.org/june07/article.html?id=nn_suncycle.html



http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/30/terremoto_rischio_tsunami_zelanda_giappone.shtml
riporta del mini- tzunami per l'australia causato dalle forti scosse di oggi 7.4 mgr...
"di ben" 9cm...estratto da questa mappa..http://visz.rsoe.hu/alertmap/index.php
da sottolineare l'aumento dell'attivita eruttiva in indonesia e non solo...
segno ke le pressioni interne sono lungi dall'essere sfogate...
si balla di brutto..

un saluto gnorri!!


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« Risposta #8 inserita:: Ottobre 02, 2007, 09:23:14 pm »

a proposito di cambiamenti climatici...
http://www.astronomia.com/2007/09/26/il-polo-di-nettuno/
secondo quest'articolo sembrerebbe ke anke nettuno lontano
30 volte la distanza ke separa la terra dal sole nn sia esente
dal subire "pressioni" energetike esterne..
come del resto dicasi per marte e giove...

ora la discussione si sposta e sarebbe interessante capire quali siano le variabili ke giustifikino un aumento unidirezionale delle condizioni cliamtike del sistema solare....
per ora almeno....vedremo se con il continuo indagare dell'universo
nn ci si accorga ke in altri luoghi l'andamento "temperature" nn sia in controtendenza...

l'influenza diretta da parte del sole a mio avviso sembra essere la tesi meno accreditata o meglio per pianeti come nettuno cosi lontani dalla nostra stella sembra essere quantomeno improbabile...
magari l'influenza è piu diretta per pianeti come il nostro...
credo ke lo stesso sole sia influenzato da queste "fluttuazioni" energetike...

Sono piu propenso a credere ke alla base degli accadimenti di questi "tempi" ci sia il fatto ke la nostra galassia stia attraversando (o sia attraversata) da un onda a piu alto contenuto energetico.. stile onde di alfven ma esterne...

fantasticando si potrebbe ipotizzare ke tali onde siano esercitate da disturbi creati da un "astro"(o buco nero)  ke sta al centro della nostra galassia...
magari l'onda galattica prevista in questo link altro nn è ke un onda o disturbo generato da un buco nero  ke starebbe al centro dell'universo...
e ke viaggia nello stagno dell' universo
http://www.veja.it/index.php?/archives/874-La-Terra-In-attesa-dellultima-superonda-galattica.html#extended

simpatico...fantasticando a volte nn si va poi cosi lontano...
http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/galassie-110/0/0/16200/it/ecplanet.rxdf
un bel link tutto italiano..
http://sole-terra.aquila.infn.it/presentazione.asp

ps: sono sempre piu convinto ke 'universo sia uno sfericotoridale

un saluto gnorri!!

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« Risposta #9 inserita:: Ottobre 10, 2007, 08:09:55 pm »

questa mi mancava...un iceberg a largo della baia di san.fransis nel SUD AFRICA..
sembra ke tale evento si sia gia registrato...ma nel 1800...
tutto apposto dunque...niente di nuovo sotto le stelle...mah.. Huh?

LINK
esatratto dal testo...
Il Dott Peter Roberts dell'università di KwaZulu-Natale, un esperto sul riscaldamento globale e del cambiamento climatico pensava che questo fosse uno scherzo... alla notizia ha esclamato...
"è impossibile. Nessun iceberg può galleggiare nella corrente calda di Mozambican, si sarebbe fuso molto prima!" ...


magari qualcuno ha le traveggole..speriamo...

un saluto gnorri!!
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« Risposta #10 inserita:: Ottobre 18, 2007, 08:58:26 pm »

vorrei aggiungere un paio di link utili..
sempre sulla falsa riga del legame tra
attività solare e riduzione dello strato di ozono....
coadiuvata ovviamente dall'attivita umana..

www.definefuture.org/indetail.php?type=a&id=111
www.terradaily.com/reports/Strong_Winds_In_Upper_Stratosphere_Trigger_Increase_In_Ozone_Destroying_Gases_...

aggiungiamo l'incremento dell'attivita solare...e....
io credo ke stiamo kiudendo il cerkio..


novità...il sole avrebbe un gemello a 220 anni luce da noi...
solamente un "miliardo" di anni piu vekkio...
e qui piccola postilla ot...
forse ora la vita in altri pianeti puo effettivamente
essere nata prima di noi...a voi le conclusioni..
 
http://www.earthsky.org/radioshows/51873/the-sun-has-a-twin



un saluto a tutti gnorri!!   Wink

ps: complimenti all'admin per aver integrato le faccine!!!
      proprio carine!!    angel
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gadfly27
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« Risposta #11 inserita:: Ottobre 26, 2007, 06:32:09 am »

Ecological Warfare
Iraq's Environmental Crisis
By JEFFREY ST. CLAIR
and JOSHUA FRANK

The ecological effects of war, like its horrific toll on human life, are exponential. When the Bush Administration and their Congressional allies sent our troops in to Iraq to topple Saddam's regime, they not only ordered these men and women to commit crimes against humanity, they also commanded them to perpetrate crimes against nature.

The first Gulf War had a horrific effect on the environment, as CNN reported in 1999, "Iraq was responsible for intentionally releasing some 11 million barrels of oil into the Arabian Gulf from January to May 1991, oiling more than 800 miles of Kuwaiti and Saudi Arabian coastline. The amount of oil released was categorized as 20 times larger than the Exxon Valdez spill in Alaska and twice as large as the previous world record oil spill. The cost of cleanup has been estimated at more than $700 million."

During the build up to George W. Bush's invasion of Iraq, Saddam loyalists promised to light oil fields afire, hoping to expose what they claimed were the U.S.'s underlying motives for attacking their country: oil. The U.S. architects of the Iraq war surely knew this was a potential reality once they entered Baghdad in March of 2003. Hostilities in Kuwait resulted in the discharge of an estimated 7 million barrels of oil, culminating in the world's largest oil spill in January of 1991. The United Nations later calculated that of Kuwait's 1,330 active oil wells, half had been set ablaze. The pungent fumes and smoke from those dark billowing flames spread for hundreds of miles and had horrible effects on human and environmental health. Saddam Hussein was rightly denounced as a ferocious villain for ordering his retreating troops to destroy Kuwaiti oil fields.

However, the United States military was also responsible for much of the environmental devastation of the first Gulf War. In the early 1990s the U.S. drowned at least 80 crude oil ships to the bottom of the Persian Gulf, partly to uphold the U.N.'s economic sanctions against Iraq. Vast crude oil slicks formed, killing an unknown quantity of aquatic life and sea birds while wrecking havoc on local fishing and tourist communities.

Months of bombing during the first Gulf War by U.S. and British planes and cruise missiles also left behind an even more deadly and insidious legacy: tons of shell casings, bullets and bomb fragments laced with depleted uranium. In all, the U.S. hit Iraqi targets with more than 970 radioactive bombs and missiles.

More than 15 years later, the health consequences from this radioactive bombing campaign are beginning to come into focus. And they are dire. Iraqi physicians call it "the white death"-leukemia. Since 1990, the incident rate of leukemia in Iraq has grown by more than 600 percent. The situation was compounded by Iraq's forced isolation and the sadistic sanctions regime, once described by former U.N. secretary general Kofi Annan as "a humanitarian crisis", that made detection and treatment of the cancers all the more difficult.

Most of the leukemia and cancer victims aren't soldiers. They are civilians. Depleted uranium is a rather benign sounding name for uranium-238, the trace elements left behind when the fissionable material is extracted from uranium-235 for use in nuclear reactors and weapons. For decades, this waste was a radioactive nuisance, piling up at plutonium processing plants across the country. By the late 1980s there was nearly a billion tons of the material.

Then weapons designers at the Pentagon came up with a use for the tailings. They could be molded into bullets and bombs. The material was free and there was plenty at hand. Also uranium is a heavy metal, denser than lead. This makes it perfect for use in armor-penetrating weapons, designed to destroy tanks, armored-personnel carriers and bunkers.

When the tank-busting bombs explode, the depleted uranium oxidizes into microscopic fragments that float through the air like carcinogenic dust, carried on the desert winds for decades. The lethal bits when inhaled stick to the fibers of the lungs, and eventually begin to wreck havoc on the body in the form of tumors, hemorrhages, ravaged immune systems and leukemias.

It didn't take long for medical teams in the region to detect cancer clusters near the bomb sites. The leukemia rate in Sarajevo, pummeled by American bombs in 1996, tripled in five years following the bombings. But it's not just the Serbs who are ill and dying. NATO and U.N. peacekeepers in the region are also coming down with cancer.

The Pentagon has shuffled through a variety of rationales and excuses. First, the Defense Department shrugged off concerns about Depleted Uranium as wild conspiracy theories by peace activists, environmentalists and Iraqi propagandists. When the U.S.'s NATO allies demanded that the U.S. disclose the chemical and metallic properties of its munitions, the Pentagon refused. Depleted uranium has a half-life of more than 4 billion years, approximately the age of the Earth. Thousand of acres of land in the Balkans, Kuwait and southern Iraq have been contaminated forever.

Speaking of DU and other war-related disasters, former chief U.N. weapons inspector Hans Blix, prior to the 2003 invasion of Iraq, said the environmental consequences of the Iraq war could in fact be more ominous than the issue of war and peace itself. Despite this stark admission, the U.S. made no public attempts to assess the environmental risks that the war would inflict.

Blix was right. On the second day of President Bush's invasion of Iraq it was reported by the New York Times and the BBC that Iraqi forces had set fire to several of the country's large oil wells. Five days later in the Rumaila oilfields, six dozen wellheads were set ablaze. The dense black smoke rose high in the southern sky of Iraq, fanning a clear signal that the U.S. invasion had again ignited an environmental tragedy. Shortly after the initial invasion the United Nations Environment Program's (UNEP) satellite data showed that a significant amount of toxic smoke had been emitted from burning oils wells. This smoldering oil was laced with poisonous chemicals such as mercury, sulfur and furans, which can causes serious damage to human as well as ecosystem health.

According to Friends of the Earth, the fallout from burning oil debris, like that of the first Gulf War, has created a toxic sea surface that has affected the health of birds and marine life. One area that has been greatly impacted is the Sea of Oman, which connects the Arabian Sea to the Persian Gulf byway of the Strait of Hormuz. This waterway is one of the most productive marine habitats in the world. In fact the Global Environment Fund contends that this region "plays a significant role in sustaining the life cycle of marine turtle populations in the whole North-Western Indo Pacific region." Of the world's seven marine turtles, five are found in the Sea of Oman and four of those five are listed as "endangered" with the other listed as "threatened".

The future indeed looks bleak for the ecosystems and biodiversity of Iraq, but the consequences of the U.S. military invasion will not only be confined to the war stricken country. The Gulf shores, according to BirdLife's Mike Evans, is "one of the top five sites in the world for wader birds, and a key refueling area for hundreds of thousands of migrating water birds." The U.N. Environment Program claims that 33 wetland areas in Iraq are of vital importance to the survival of various bird species. These wetlands, the U.N. claims, are also particularly vulnerable to pollution from munitions fallout as well as oil wells that have been sabotaged.

Mike Evans also maintains that the current Iraq war could destroy what's left of the Mesopotamian marshes on the lower Tigris and Euphrates rivers. Following the war of 1991 Saddam removed dissenters of his regime who had built homes in the marshes by digging large canals along the two rivers so that they would have access to their waters. Thousands of people were displaced. Their communities ruined.

The construction of dams upstream on the once roaring Tigris and Euphrates has dried up more than 90 percent of the marshes and has led to extinction of several animals. Water buffalo, foxes, waterfowl and boar have disappeared. "What remains of the fragile marshes, and the 20,000 people who still live off them, will lie right in the path of forces heading towards Baghdad from the south," wrote Fred Pearce in the New Scientist prior to Bush's invasion in 2003. The true effect this war has had on these wetlands and its inhabitants is still not known.

The destruction of Iraqi's infrastructure has had substantial public health implications as well. Bombed out industrial plants and factories have polluted ground water. The damage to sewage-treatment plants, with reports that raw sewage formed massive pools of muck in the streets of Baghdad immediately after Bush's 'Shock and Awe' campaign, is also likely poisoning rivers as well as human life. Cases of typhoid among Iraqi citizens have risen tenfold since 1991, largely due to polluted drinking water.

That number has almost certainly increased more in the past few years following the ousting of Saddam. In fact during the 1990s, while Iraq was under sanctions, U.N. officials in Baghdad agreed that the root cause of child mortality and other health problems was no longer simply lack of food and medicine but the lack of clean water (freely available in all parts of the country prior to the first Gulf War) and of electrical power, which had predictable consequences for hospitals and water-pumping systems. Of the 21.9 percent of contracts vetoed as of mid-1999 by the U.N.'s U.S.-dominated sanctions committee, a high proportion were integral to the efforts to repair the failing water and sewage systems.

The real cumulative impact of U.S. military action in Iraq, past and present, won't be known for years, perhaps decades, to come. Stopping this war now will not only save lives, it will also help to rescue what's left of Iraq's fragile environment.

Jeffrey St. Clair is the author of Been Brown So Long It Looked Like Green to Me: the Politics of Nature and Grand Theft Pentagon. His newest book is End Times: the Death of the Fourth Estate, co-written with Alexander Cockburn. This essay will appear in Born Under a Bad Sky, to be published in December. He can be reached at: sitka@comcast.net.

Joshua Frank is the co-editor of DissidentVoice.org, and author of Left Out! How Liberals Helped Reelect George W. Bush, and along with Jeffrey St. Clair, the editor of the forthcoming Red State Rebels, to be published by AK Press in March 2008. He can be reached through his website, BrickBurner.org.
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« Risposta #12 inserita:: Novembre 05, 2007, 09:52:27 pm »

a proposito di anomalie..
Qui 17p holmes

ed ancora

un ipotesi quella della rottura...ma da ricerke nel web nasa..
potrebbe essere una routine per la nostra cometa in quanto anke quando è stata scoperta 1892 sembrerebbe fosse in fase di "brillamento"...

http://adsabs.harvard.edu/abs/1984Icar...60..522W

ora...
quello ke nn ci si riesce a spiegare..almeno io...è come mai se si sta allontanando dal sole cominci a risplendere in magnera cosi esagerata...
ke abbia incontrato un onda di densita diversa nel suo percorso??...  Huh?
ke quest'onda segni dei cicli??.. Huh?

mahh per ora è tutto!!
un saluto gnorri!!
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Armando de Para
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« Risposta #13 inserita:: Novembre 06, 2007, 09:30:14 am »

Penso che l'ipotesi di un universo elettrico potrebbe spiegare questo curioso fenomeno, anzi questo curioso fenomeno confermrebbe le varie teorie sull'universo elettrico.....non solo, l'eccesso di luminosità confermerebbe un ulteriore ipotesi....trasmutazioni a debole energia sulla crosta ghiacciata delle comete... Huh?

Beh...ti ho dato qualcosa su cui....divertirti  Wink
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« Risposta #14 inserita:: Novembre 06, 2007, 10:57:24 am »

Un anticipo di Abano?
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